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Sono in una nuova casa per gran parte fatta di pietra. La struttura ricalca a grandi linee la casa di Como. Dalla mia camera da letto si può vedere un giardino con molti alberi e animali. Un bel giardino. Sta piovendo e una piccola scimmietta (scimmia-gatto) è sul davanzale. E' bagnata e infreddolita e dalla sua espressione si capisce che vorrebbe entrare. Io sono dubbioso e vado a chiedere consiglio a mia madre. Quando torno la scimmietta non c'è più. In basso sull'albero vedo un'altra scimmia, più adulta, preceduta da un gufo.
La scena cambia e mi ritrovo con la mia studentessa Giusi. E' venuta una volta per vedere la casa e ora è interessata ad affittare una camera. Lei vorrebbe quella che io avevo pensato sarebbe stata la mia stanza. Cerco di tergiversare cercando di chiarire anche a me stesso le mie intenzioni. Se le affitto quella stanza posso chiederle un prezzo maggiore, tuttavia è anche la camera che preferisco, quella che dà sul giardino. L'altra camera è invece mal disposta e più piccola.
Mi trovo in una casa di montagna in compagnia di mia madre. Il posto è molto ricco di vegetazione e riparato. Nel giardino c'è una tedesca che pratica qigong. Fa dei movimenti con molta perizia, ma osservandola bene si può vedere che i muscoli del viso sono molto contratti.
La scena cambia. Prendo l'auto e mi dirigo verso Milano. Non so come ma per qualche motivo oltrepasso la città e mi ritrovo sulla strada che porta a est. Stranamente la valle è molto stretta e penso che tutto sommato la fascia subalpina sia piuttosto piccola. Mentre guido e guardo le macchine venirmi incontro dalla corsia opposta penso che le strade ad uso delle auto siano una pazzia della modernità. PRoseguo e mi ritrovo in un paese piuttosto sperduto. Cerco di fare inversione ma taglio inavvertitamente la strada a un motociclista che se ne va bestemmiando. Cerco la strada del ritorno ma mi infilo in un viottolo dove ci sono un carro funebre e un corteo di persone. Mi fermo. Scendo dall'auto ed entro in una hall. Arriva una scolaresca. Una bambina mi da un calcio nei testicoli e altri mi insultano. Io rimando rigido convinto che le mie ragioni bastino a farmi meritare rispetto. Arriva l'insegnante di Ed. Fisica. Mi dice di seguirlo e mi porta in una casa attigua. Accende la tv e mi fa vedere un video sulle regate in barca a vela. Gli sono simpatico ma mi viene il dubbio che sia gay.
Con me è protettivo. Poi si aggiunge un suo amico siciliano. Parlano in siciliano. Poi ci troviamo a mangiare a un tavolo. COn noi c'è la figlia dell'amico. Con questa lui parla in una lingua orientale.
Faccio una gita al lago in compagnia di Gianluca M. e della sua famiglia. Il lago di Como presenta un'ansa che non ricordo e l'acqua è molto mossa, come se fosse un mare. Luca D. decide di tuffarsi dalle rocce. Nel momento in cui si tuffa, 3 o 4 coccodrilli scendono nelle acque. Luca scompare, ma non si vedono ne sangue, né brandelli di carne. Io scoppio a piangere. Sono il primo a perdere le speranze. DEntro di me covo un nichilistico piacere per questa morte. I fratelli e il padre rimangono speranzosi anche dopo 5 minuti di attesa.
Sono in una zona centrale di Como. E' buio. In quella zona hanno costruito dei nuovi edifici. La struttura è molto bella. Mi piace. Penso che mi piacerebbe avere l'ufficio lì anche se gli accessi a questa zona danno direttamente sulla strada. C'è una particolarità: i parcheggi nella zona intorno sono ricoperti da una coltre d'acqua. Le macchine sono parcheggiate e si "mimetizzano". Penso che però le candele si possano bagnare e che di conseguenza l'auto non parta.
Mentre giro intorno a questa zona vedo l'antonella con lo zio m. e la nella. Stanno tronando dall'ufficio dell'avvocato per il divorzio di antonella. Loro non mi vedono, ma mi vede edo che mi dice di non farci caso e di proseguire senza salutare.
(antefatto) In un ristorante sotterraneo c'è un bouquet di fiori per il matrimonio di antonella, inviato da brigida. Penso che per lo meno è voluta stare vicina alla sorella con un regalo.
Sono in macchina con Ugo O. Stiamo andando dalle parti di magliano alfieri. Ugo mi ripete più volte di rallentare perché altrimenti sta male. Saliamo per la montagna. Siamo diretti al famoso ristorante della carne tagliata al coltello. A un tratto l'auto inizia a sbandare. Penso di essere finito su una chiazza d'olio, invece ho forato una gomma. Scendo e smonto la gomma. Dico a Danila che la soluzione migliore, dal momento che quella di scorta è sgonfia, è aspettare fino a domani e poi tornare a casa. Dò per scontato che lei accetti. Penso al fatto che quella sera dovrò fare una deroga sugli alcolici.
Sono in una città diversa da Como. Sono un insegnante e abito una camera d'albergo. Entro nella mia camera e noto che sul comodino ci sono diverse banconote delle vecchie lire. Mi chiedo cosa posso farmene di quelle banconote dal momento che sono fuori corso. A un tratto mi sembra di essere un commerciante di libri antichi come nel film La Nona porta. Sento però di non avere le qualità del protagonista. Ho sempre avuto difficoltà a ricordare i fatti del passato.
Torno a Como in Via Dante sull'auto del signore che mi accompagnava ogni mattina in prima liceo: una fiat uno rossa. Con me c'è Marta.
Entro nella scuola dove devo fare lezione. Ho sbagliato orario e spero che non prendano questo sbaglio come un ritardo.
Sono in una sala da pranzo di un hotel. Alcuni giocatori di calcio festeggiano una vittoria. Dopo aver mangiato sfasciano i mobili della stanza. Io penso che lo facciano perché si sentono costretti nel loro ruolo.
Mio nonno è il primo ministro di non so quale stato. Ha forti somiglianze con Berlusconi. Io gli sono di fianco e lo consiglio durante un incontro formale con una delegazione Svizzera. L'incontro si tiene nella hall di un grande albergo e ha come oggetto il servizio prestato dalle guardie svizzere in Vaticano. Per non so quale motivo siamo in una posizione di forza nella trattativa e il nostro atteggiamento è abbastanza disinvolto. A un tratto lo svizzero fa riferimento a una dote molto bella e preziosa donataci, ma da noi mai apprezzata, non perché indegna, ma perché non conosciuta. Io e mio nonno ci allontaniamo su di un auto.
La mia macchina è parcheggiata e io sono al suo interno. Ci sono altre auto che aspettano di parcheggiare, ma io non me ne sto andando. Una famiglia numerosa con molti bambini attende che qualcuno se ne vada. Sono appoggiati alla mia auto e qualcuno addirittura approfitta della portiera aperta per usare il posto auto passeggero come sgabello. Quando decidono di andare via, la persona seduta di fianco a me si alza e chiude la porta. Nel chiudere, la porta si sfascia. Io mi arrabbio, scendo dall'auto e minaccio la persona di prendersi la responsabilità, pena la denuncia. Quando l'arrabbiatura se ne va, capisco che la porta è stata chiusa normalmente e che il danno è stato provocato da una precedente ammaccatura mai riparata. Decido quindi di andarmene via con il bus senza pretendere il risarcimento dei danni.Vado da Marta.
La Jenny lascia Mauro.
Andiamo insieme a passare il capodanno in montagna. La Jenny si lamenta di dover condividere il letto con una sua amica ammalata. L'atmosfera è sempre buia.
Torno a casa. Sono nella mia camera da letto e osservo fuori dalla finestra. La casa con le oche è stata abbattuta in meno di due giorni. Rimane un prato perfetto fra due strade. Non mi capacito di come abbiano fatto a non scavare per sradicare la casa. Guardo in alto e vedo già una struttura in metalo di una nuova casa. Sarà più alta di quella precedente e penso che farà ancora più ombra alla mia casa.
Sono in mezzo alla folla. Un giovane con una lunga coda di capelli inizia a fare uno spettacolo. Urta violentemente contro la gente. Io mi riparo in una nicchia creata dalla folla, vicino ai costruttori della nuova casa. Sono persone rozze, ma molto pratiche. Un po' lontane dal mio mondo.
In mezzo alla folla c'è anche un regista acclamato (HItchcock??) che sta girando un film. Io guardo la scena appena girata. Una ripresa in movimento filma un pesce dalla bocca larga che ingoia un serpente lunghissimo ed altri animali. Penso alla voracità del pesce che non si preoccupa di scegliere ciò che mangia.
Sono in un vialetto con un altra persona e un cane. A sinistra c'è una torre antica. Per qualche motivo il cane viene legato di modo che non faccia male a nessuno. Il cane nero ha però molto raggio d'azione. Sembra che con me sia mansueto, ma a un tratto s'inferocisce e punta verso la mia gola. Io fiducioso, ma impaurito, lo guardo arrivare senza scansarmi.
Vado a un colloquio di lavoro per diventare un tecnico di sistemi informatici. Entriamo dal garage e vediamo una serie di auto parcheggiate per i tecnici. Faccio il test, ma molte risposte vengono sbagliate. Ho poche speranze. Sembra che il test sia impostato per privilegiare persone che hanno conoscenza di "fantasy". Finisco il test con l'addetto. Mi ritrovo a costeggiare il muro di cinta dell'azienda. Tutto intorno c'è verde e antico. Sembra di essere in un castello. PRima di uscire cerco il proprietario e gli dico che io ho bisogno di quel lavoro. Lui mi guarda piacevolmente sorpreso. Ce ne andiamo.
Mi ritrovo in compagnia di mio nonno e di altre due persone su un dondolo. Io mi ricordo che devo dare una ripulita alla mia auto.
SOno in una villa. Sono il traduttore. La proprietaria è una cinese attiva. La Villa è molto bella e grande. Ha anche un giardino molto grande. La proprietaria se ne va e io rimango con la servitù. Mio cugino Gianluca ha la possibilità di salire o scendere nella taverna esterna. Lo vedo scendere e penso che abbia fatto la scelta giusta.
E' notte e sono all'esterno di un locale sulla tangenziale di Como. Mi apparto in bella vista con una prostituta di colore. E' molto alta con un po' di adipe sull'addome. Cerca di masturbarmi, ma lo fa senza costanza e convinzione. Non riesce a provocarmi un'erezione e alla fine io mi scoccio e me ne vado.
Il Nini, che si è a sua volta appartato in un motel, scende le scale di questo alla ricerca di PAola B., la sua ragazza. La cerca, ma non la trova perché Paola ha deciso di tradirlo con il Nini.